Oliatura legno pavimenti
L’oliatura dei pavimenti in legno è una finitura che preferiamo sempre quando il cliente vuole mantenere il calore naturale del materiale senza chiuderlo sotto una vernice che alla fine si graffia e si deve rifare completamente. A Milano, con l’umidità che sale dal sottosuolo e i termosifoni che asciugano l’aria in inverno, l’olio duro penetra nella fibra, la nutre e crea una barriera idrorepellente ma traspirante, così il legno continua a muoversi senza crepe o deformazioni eccessive.
Usiamo oli a base di resine naturali e oli vegetali (tipo Osmo Polyx-Oil, Rubio Monocoat o Saicos Hardwax-Oil), certificati per interni residenziali e con basso VOC. Su rovere, frassino o castagno l’effetto è caldo e poro aperto: il legno resta opaco-matt o semi-opaco, con venature esaltate e superficie antiscivolo naturale, facile da pulire con panni umidi e saponi neutri. Su noce o ciliegio si ottiene una tonalità più scura e profonda che evolve nel tempo con la luce.
Il ciclo inizia con carteggiatura progressiva in loco (grana da P80 a P120-P180 per livellare e aprire i pori, fino a P220 per lisciare senza lucidare troppo), aspirazione accurata della polvere e sgrassatura con detergente specifico per eliminare residui di vecchi trattamenti o cere. Su pavimenti nuovi o grezzi si applica un fondo saturante sottile per uniformare l’assorbimento, poi l’olio vero e proprio: 2-3 mani a intervalli di 12-24 ore, stese con spatola o rullo a pelo corto e lucidate a mano o con macchina monospazzola per far penetrare bene. Ogni mano essicca parzialmente prima della successiva per evitare accumuli superficiali.
Il risultato è un pavimento che respira, si ripara localmente con una passata di olio su graffi o zone consumate (niente carteggiatura totale ogni 5-10 anni come con vernici), e resiste meglio a macchie di acqua o grasso rispetto a finiture filmogene. Su pavimenti esistenti con finitura usurata si può fare olio sopra vernice opaca dopo carteggiatura leggera, o rimuovere tutto per tornare al naturale.